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Mario Bovo pioniere del canottaggio a Sabaudia

Un sottocapo della Marina Militare

Pionere del canottaggio a Sabaudia

Mario Bovo, di origine padovane, imbarcato nelle corazzate, della Marina Militare, che nei momenti in cui non era impegnato nei servizi doveva fare sport a più non posso, evitando di pensare alla guerra e alla lontananza da casa, queste erano le disMario_Bovoposizioni dell’ammiraglio Bergamini. Mario Bovo, nato nel 1919, era un uomo fatto per la Marina Militare, dopo la guerra torna al Comando e viene assegnato alla Guardia di Rappresentanza, per prestare servizio nelle cerimonie e di guardia sul Colle, al Milite Ignoto e al Parlamento. Dal Ministero di Via Flaminia parte un ordine che riporta capo Bovo ai tempi in cui era imbarcato, in altre parole allenare i giovani marinai, al servizio di rappresentanza e nelle ore libere gli faccia fare sport. Che sport? Il canottaggio. Nel 1948 nacquero le prime Sezioni Remiere della Marina Militare. Per dieci anni gli equipaggi dei marinai affondarono le pagaie nel Tevere e sui campi di gara di tutta Italia, inanellando successi in misura crescente, tanto che il loro allenatore, Mario Bovo, fu chiamato nel 1956 a rappresentare l’Italia ai Giochi Olimpici 1956 di Melbourne nella specialità più prestigiosa, l’otto. Nel 1960 dopo Roma e Tokio 1964, Mario Bovo venne trasferito nel nuovo e funzionale Centro Remiero che la Marina Militare aveva realizzato nel 1961 a Sabaudia, dopo che tre anni prima i canottieri in maglia blu si erano trasferiti nella città pontina presso il Caracciolo. In quell’anno postolimpico Mario Bovo costruisce – assieme ad Angelo Alippi, il mago di Mandello Lario – uno dei più grandi equipaggi italiani di tutti i tempi, l’otto misto Moto Guzzi-Marina Militare. L’ammiraglia, in maglia azzurra, vincerà a Praga un indimenticabile Campionato d’Europa (open, in pratica un Mondiale) il cui successo - accompagnato da quello del 4 senza e dal terzo posto del 4 con – piazzò nel 1961 l’Italia ai vertici remieri internazionali. Con 19 titoli italiani assoluti (e 76 in altre categorie) conquistati dalle sue barche ed un record di vittorie nell’otto, fino ad oggi imbattuto, capo Bovo nel 1968 è promosso ufficiale; contemporaneamente però abbandona Sabaudia ed il comando dei canottieri della Marina Militare per trasferirsi a Roma nell’Ufficio Educazione Fisica e Sport dello Stato Maggiore della Marina Militare. Nel 1980 dopo 42 anni di divisa, arriva la pensione. Il mondo del canottaggio non perde questo veneto massiccio e scopritore di talenti: per due anni collabora con il Centro Tecnico Nazionale di Piediluco e fino all’86 è allenatore regionale del Comitato FIC Lazio. Al termine della lunga carriera sportiva, iniziata insegnando a remare a marinai che non dovevano pensare alle famiglie lontane e alla guerra, la Federcanottaggio lo nominerà socio onorario, così come gli Azzurri d’Italia e l’Associazione Allenatori.  (A.T.)