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Agostino Miccinilli


Agostino Miccinilli, detto "Ciocco"

spessino tutto pepe

Ritorna a pieno titolo su queste colonne la rubrica “Polvere di Stelle” per trattare i personaggi che hanno dato molto allo sport e alla città di Priverno, ma non solo. A parlare saranno coloro che in qualche modo hanno fatto dello sport una ragione di vita. Insomma, faremo parlare chi ha fatto la storia di un’epoca ormai scomparsa che  resta scolpita nel cuore di ogni sportivo e della città. Ad iniziare non poteva che essere un “vecio” del calcio dalle notevoli “spalle quadrate” che ha dato, non poco, filo da torcere agli avversari di turno, soprattutto agli attaccanti. Parliamo di “Ciocco”, al secolo Agostino Miccinilli, centromediano di spessore nell’allora leggendario e mitico squadrone della “Spes Priverno”.  “Ciocco” è della “classe di ferro 1915”. Ci accoglie con cortesia nella piccola abitazione situata nella parte alta della città privernate, e dopo averci fatto accomodare nelle sedie poste attorno ad un tavolo della piccola cucina, vuole sapere a che cosa è dovuta quella visita. Senza pensarci su due volte, siamo andati diritti al problema, cercando prima di nascondere la nostra malcelata soddisfazione, poi gli abbiamo detto che volevamo conmiccinillioscere solo la “sua” indimenticabile “storia calcistica”. Non perdiamo tempo e lo lasciamo iniziare alla “sua” maniera pacata eppure decisa. “La mia prima volta nel calcio – dice il buon Agostino – è stata durante la partecipazione con un gruppo di ragazzini ad una gara improvvisata, giocando con  un pallone di cuoio pezzato “mezzo scuscito” al campo della “Valle”, che è stato il primo campo sportivo di Piperno” proprio in  “quel luogo – aggiunge – ci ritrovavamo spesso nelle giornate festive insieme ai più grandi che stavano già formando una società sportiva”. “Alla fine, a forza di giocare, ci mettemmo in testa di dare sostegno alla  buona iniziativa, convogliando alla “Valle” tanti coetanei per ‘imparare’ a giocare”. “Io avevo appena undici anni (era il 1926), ma ero già catapultato su quel piccolo campo sportivo perché sapevo che c’erano ragazzi più grandi di me che avevano già giocato contro altre squadre”. “Circa una decina d’anni dopo aver effettuato la “gavetta” con la squadra biancoceleste locale (La Spes era nata-ndr) ci siamo trasferiti dalla “Valle” fino al campo della Stazione vecchia, ma dopo la guerra (negli anni’50) venne costruito un campo sportivo comunale a San Lorenzo, grazie alla volontà dei dirigenti dell’epoca tra cui il presidente Titta Paglia” però è proprio “su quel terreno di gioco che si formò una delle più gloriose squadre dilettantistiche  regionali dell’epoca: la Spes Priverno, dalle maglie dai colori biancocelesti, che avevano ricamata sul petto la losanga con la scritta della società”. “I miei compagni di squadra erano “Toro” (Vittorio Battisti), “Paozzetta” (Agostino Bernazza), “Le Mattonelle” (Vincenzo Di Giorgio), Cencio e Quinto Bernardini, Raniero Oliva, Aldo Serafini, “Pepe” (Umberto), Ildo Frainetti, “Gneo” Virginio Tornese, e il portierone Arnaldo Forte, Peppe Di Pietro, Mastrogiacomo, oltre al direttore tecnico  Aldo Gatti e i dirigenti”. “Erano bei tempi – dice ora malinconicamente il buon Agostino Miccinilli – si giocavano le gare per vincere sempre, non ci riuscivamo solo quando incontravamo squadre romane o dell’Agro pontino troppo forti (Centocelle, Omi, Littoria, Portuaria-Sabaudia, la Stefer, Fondi, Terracina, Alatri, Ceprano), facevamo la nostra parte soprattutto con il Sezze, e nei derbyes erano  partitoni duri, ogni volta si lottava per conquistare la palla e fare gol”. “Ma nel cuore – conclude il “vecio” centromediano spessino – mi sono rimaste le indimenticabili partite con la S.S.Lazio, soprattutto quella disputata al “San Lorenzo” nel 1947 quando perdemmo 5 -2 (i gol del Priverno, vennero siglati da Frainetti e Bernardini I°, eppoi con altri squadroni che non ricordo”. “Ciocco” arriva fin qui con il racconto delle gesta mitiche della Spes e del suo passato a contatto con il pallone, vorrebbe continuare a raccontare ma avverte la stanchezza fisiologica tanto che ci dà l’appuntamento ad altro momento. A noi basta così, gli dobbiamo solo dare atto che è stata una delle glorie più importanti del passato calcistico del Priverno, oltreché dargli il merito di aver giocato fino agli Anni’60 (ha concluso l’attività calcistica dopo  40 anni di calcio attivo - ndr) onorando la maglia biancoceleste e la città! Grazie Agostino. (S.P.)