Tommy D'Amici
Tommy D'Amici: 20 partite, una carriera

Non aveva compiuto ancora ventuno anni quando dovette appendere definitivamente le scarpe al chiodo.Si, perché Tommaso D’Amici – per tutti Tommy – all’inizio della stagione calcistica 1971/72 aveva riprovato a calcare i campi di gioco. Ma quel maledetto ginocchio, il sinistro, quello del “suo” piede, cedette ancora una volta. E per il bomber del Sonnino fu la fine di una carriera, peraltro appena iniziata.Ma procediamo con ordine. Tommy è nato il 24 novembre del 1951 a Priverno. Vivendo con la famiglia a San Martino, una frazione privernate povera di qualsivoglia struttura sportiva, passava interi pomeriggi – fin da bambino – a giocare a calcio sui prati del parco del castello con i suoi compagni d’infanzia Franco, Mario, Filippo e poi l’altro Tommaso, Aldo, Sebastiano, Lorenzo, Adriano, Sandro e via via tutti gli altri.Non ancora diciottenne cominciò a frequentare con una certa insistenza Fossanova per motivi affettivi. E proprio a Fossanova – nello splendido campo della sughereta – il giovedì pomeriggio, insieme a Cesare Baratta e a Pietro Fontana, andava a completare la squadra allenatrice del Sonnino, che su quel campo giocava il suo campionato di Seconda categoria.Mister Camillo Menichelli – venuto, purtroppo, a mancare qualche anno fa – capì subito che quel ragazzone dalla faccia buona aveva davvero la stoffa del centravanti.Detto e fatto. Nella stagione 1970/71 Tommy era il centravanti del Sonnino: entrato in squadra per un infortunio del titolare, non ne uscì più. Almeno fino al momento del suo grave infortunio.Giocò venti partite e segnò quattordici reti, di cui ben cinque in un solo incontro: quello con il Pontinia, finito sei a zero. E pensare che giocava con il solo piede sinistro: il destro gli serviva per… camminare. In verità, la sua specialità era il colpo di testa. Non per niente di quei goal, ne fece otto di testa, quattro di sinistro e due stranamente di destro.Sembrava una carriera inarrestabile, anche perché la Seconda categoria di allora era tosta davvero. Dei quattordici goal Tommy ricorda volentieri il primo in assoluto al Borgo Vodice, i due decisivi con il Borgo Hermada ed uno alla Vis Sezze.La partita che più gli è rimasta impressa fu quel Sonnino-Priverno, giocato a Fossanova davanti a centinaia di tifosi di entrambe le parti. L’arbitro quel giorno assegnò due rigori ai padroni di casa: il primo, tirato da Saverio Menichelli, fu parato dal portiere del Priverno – che allora si chiamava Nuova Priverno – Gismondi.Il secondo lo tirò Tommy, ma Gismondi fece il secondo miracolo. Gli animi a bordo campo cominciavano a scaldarsi. Lo zero a zero non lo voleva nessuno.Quando – nel corso di una mischia in area privernate – una palla vagante ciccata da un difensore del Priverno, fu raccolta proprio da Tommy D’Amici che – udite, udite, di destro riuscì ad indirizzare la palla verso la porta privernate, ma un difensore respinse: forse sulla linea. L’arbitro indicò subito il centrocampo. Rimane il dubbio se quella palla fosse entrata o no. Tommy dice di non ricordare. Fatto sta che il Sonnino vinse così – grazie al goal di un privernese – la sua prima (e forse unica) partita con il Priverno.Tommy ricorda bene, però, quel meraviglioso torneo estivo giocato al “San Lorenzo” con Polselli, con D’Amico e tanti altri campioni. Segnò cinque goal e fu protagonista.Ricorda bene, purtroppo, anche quel maledetto pomeriggo di un giovedì primaverile: il Sonnino giocava la solita partitella di rifinitura, D’Amici si scontrò in maniera fortuita con Gino Cesare Gasbarrone – proprio l’attuale sindaco di Sonnino – e il ginocchio “partì”.In estate riprovò, fece la preparazione, ad inizio stagione giocò anche un altro paio di partite, ma una ricaduta fece sì che questa volta le scarpe al chiodo ci restassero per sempre.Oggi Tommy è un tranquillo dipendente delle FS e con il mondo dello sport è rimasto legato, non solo per la sua grande passione per la Roma, ma anche per le imprese della figlia Donatella, la brava ondina privernate, che proprio qualche mese fa ha deciso di chiudere con il nuoto agonistico. Ma gli è anche rimasto il magone per aver chiuso una carriera dopo appena venti partite!

































