• Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità
  • Pubblicità

Priverno Calcio... come eravamo


Priverno Calcio...come eravamo

 

Anno 1946. L’Italia tentava di uscire da una guerra che l’aveva vista impegnata a lungo, per ben cinque anni, e che tanto aveva distrutto e logorato. Anche Priverno aveva pagato con vite umane la partecipazione italiana alla seconda guerra mondiale, e non solo con soldati morti al fronte, ma anche con molti civili morti sotto le bombe degli alleati (il bombardamento che provocò più vittime fu quello che colpì la zona di Largo Cellini il 22 maggio 1944, con oltre sessanta civili morti sotto le macerie) che tentavano di annientare gli ultimi avamposti nazisti sulla linea Gustav (quella che, tagliando trasversalmente l’Italia dal Tirreno all’Adriatico, fungeva da confine tra sud e centro–nord Italia). E, nel suo piccolo, anche Priverno tentava di ripartire, rimettendo in moto un’economia, basata soprattutto su allevamento e agricoltura, totalmente annientata, e cercando in qualche modo di distrarsi dal ricordo della guerra.E fu così che una ventina di ‘baldi’ giovani decise di mettere su una squadra di calcio, la prima, probabilmente, di Priverno. Nacque così la Spes Priverno, formazione che disputò, nella stagione 1946 – 1947 il campionato di Prima divisione, e che, purtroppo, in pochi ricorderanno.Una squadra che badava poco alle formalità, molto solida e con un modulo tutt’altro che italiano: un 2 – 3 – 5 che permetteva alla compagine lepina di segnare moltissime reti, grazie anche alla prolificità dei centrocampisti e degli attaccanti, e di avere ben pochi avversari in tutto il panorama calcistico provinciale e non solo. Una formazione che aveva nelle proprie fila giocatori molto forti, che addirittura riuscivano a segnare direttamente su calcio d’angolo (ancora in molti tra i nostri nonni ricorderanno il gol segnato da Bernardo Macali, detto “glio menazzero”, che con due gol realizzati dalla bandierina permise al Priverno di aggiudicarsi un’importantissima partita).Nomi quasi mitici, quelli dei giocatori e dei dirigenti della formazione lepina. Si va da Arnaldo Forte, detto “culacchia”, il portiere della formazione privernate, a Vittorio Battisti, detto “ttòro”, a Raniero Oliva, detto “gliò medeco”, sino ad arrivare ad Ildo Frainetti, detto “glio molinaro”.Una formazione fortissima, una sorta di schiacciasassi, che non aveva eguali nella nostra zona, ma anche la dimostrazione che, se preso come un divertimento, lo sport, qualsiasi tipo di sport, può rappresentare un modo di risollevarsi da sciagure molto gravi come la guerra, e della grande importanza sociale che lo sport, ed in particolare il calcio ricopre per il nostro territorio.
Formazione tipo della Spes Priverno (2 – 3 – 5, un portiere, due terzini, tre mediani e cinque attaccanti): Arnaldo Forte (culacchia, portiere), Vittorio Battisti (ttòro/ sgambuzzo, terzino destro), Agostino Miccinilli (cicco, glio piave, terzino sinistro), Virgilio Tornese (gneo, mediano destro), Raniero Oliva (glio medeco, centro mediano), Aldo Serafini (cianchettino, mediano sinistro), Ildo Frainetti (glio molinaro, ala destra), Vincenzo Bernardini (la corente, mezzala destra), Armandino Luzzi (glio bocco, centravanti), Vincenzo Di Giorgio (le mattonelle, mezzala sinistra), Agostino Bernazza (la pauzzette, ala sinistra). Sono inoltre da menzionare Andrea Battisti (‘ndrea scorzo), Giuseppe di Pietro (schioppotto/ peppe er gol), Antonio Mastrogiacomo (ciccano), Quinto Bernardini (mi frà) e Bernardo Macali (glio menazzero).comeeravamo