Amerigo Marocco
Amerigo Marocco, stopper vecchio stampo
Una vita trascorsa sui campi di provincia e regione a fermare gli attaccanti avversari, grazie al suo incredibile fiuto per l’anticipo ed ad uno stacco che gli permetteva di raggiungere “vette” impensabili per tutti gli altri giocatori.In questa frase può essere riassunta la carriera di Amerigo Marocco, stopper vecchio stampo, che, con indosso la maglia della Nuova Priverno, ha calcato i campi di tutta la regione, riuscendo ad aggiudicarsi vari tornei e trofei, tra i quali quello della Seconda categoria, che molta soddisfazione ha dato ad Amerigo.Nella sua lunga carriera, durata una ventina d’anni circa (dalla fine degli anni ’60 a metà anni ’80), ha indossato due sole maglie, quella del Priverno, appunto, e quella del Fossanova, nella quale ha chiuso la sua carriera, ricoprendo il doppio ruolo di giocatore e dirigente. Ora Amerigo si sta di nuovo affacciando al mondo del calcio, ricoprendo un ruolo fondamentale in quella cordata che rappresenta la scialuppa di salvataggio del Priverno calcio, dimostrando un amore per questo sport mai sopito.“Inizia la mia carriera, se così si può dire, quando avevo circa dodici – tredici anni, così, quasi per scherzo. Poi piano piano iniziai ad appassionarmi veramente a questo meraviglioso sport, e fu così che rimasi “in campo” per circa venti anni”. Inizia così l’intervista di Amerigo Marocco, raccontando in poche parole la sua lunghissima “storia d’amore” con il calcio.“In tutta la mia carriera – continua Amerigo – ho indossato solamente due magliette, quella del Priverno e quella del Fossanova, con la quale ho concluso la mia carriera. Una carriera cominciata sin da giovanissimo, quando, con la maglietta della Nuova Priverno, iniziai a giocare negli Allievi regionali, per poi fare tutta la trafila nelle giovanili, proseguendo con la juniores provinciale e regionale e, infine, approdare nella prima squadra, con la quale ho disputato i campionati di Prima e Seconda categoria. Poi avrei avuto la possibilità di fare il salto verso il professionismo, essendo stato contattato da formazioni di serie D e C, ma ho preferito continuare a studiare, continuando a considerare il calcio soprattutto come un divertimento. Poi, all’età di ventidue anni un infortunio al ginocchio mi ha impedito di progre
dire ulteriormente e farmi sfondare nel mondo del calcio”.Poi il pensiero passa ai dirigenti e agli allenatori che hanno lasciato un segno indelebile nella memoria di Amerigo. “Un grande ringraziamento va ad Angelino Bragaglia, che molto ha fatto per noi ragazzi di Priverno creando questa società. Ci ha permesso di allontanarci dalla strada e di farci vivere con molta felicità e spensieratezza l’adolescenza. Subito dopo mi ritorna alla mente Bondioli, un grandissimo allenatore che ci ha, in pratica, insegnato a giocare a calcio. Poi Franco Carnevali, una delle persone che ricordo con più affetto, che tanto ha dato e ha fatto per il Priverno”.Poi si passa al calcio giocato, ricordi particolari, i più emozionanti, i più belli. “Francamente credo che la partita più bella sia stata quella a Borgo Grappa, quando ci aggiudicammo il campionato di Seconda categoria. Una partita, una domenica, molto particolare. Ricordo che in quella stessa domenica Ezio Ottaviani, uno dei nostri giocatori più forti, si sposò e dopo il matrimonio venne, insieme a tutti gli invitati, a Borgo Grappa alla partita. Insomma, una domenica di vera festa, con una gioia doppia, per il nostro compagno che si sposava e per la vittoria del campionato”.Ed un ricordo particolare legato ad un gol c’è? “Beh, io di gol, per essere uno stopper, ne ho segnati abbastanza. Facevo del mio stacco la mia arma migliore, e, quindi, riuscivo a segnare molti gol di testa su calci piazzati. Quello che ricordo con maggior piacere, però, fu quello segnato al Latina Scalo. Su un cross dal fondo realizzato da Mirko Colandrea, staccai così in alto che riuscii a superare anche il portiere in uscita, ed ad insaccare la palla all’incrocio dei pali. Davvero un bellissimo gol che mi diede molta soddisfazione. Poi, sempre parlando di bei ricordi, mi tornano alla mente le partite giocate contro ‘Spillo’ Altobelli, che militava ancora nel Sonnino, oppure quelle contro D’Amico, quando militava nell’Almas, oppure i tornei giocati contro Morano, De Lucia, Tripodi. Infine, ho avuto l’onore di marcare il Signor Cavazzoni, che tra l’altro aveva esperienze di serie A, un vero signore, sia in campo che fuori”.E come era il tuo rapporto con gli arbitri? Di solito i difensori non hanno un rapporto propriamente ottimo con i direttori di gara. “Io facevo del reciproco rispetto la mia arma migliore in campo, risponde Amerigo. E quindi avevo un ottimo rapporto sia con gli arbitri, sia con i giocatori e i dirigenti avversari. Non rimediavo molte ammonizioni durante il campionato, anche perché io tentavo, quando era possibile, di anticipare l’avversario, così da non dover commettere fallo nelle vicinanze della nostra area”.Ed ora, qual è il tuo rapporto con il mondo del calcio? “Dopo la conclusione della mia carriera, avevo troncato un po’ i rapporti con il mondo del calcio, ma la passione per questo sport mi era rimasta sempre nelle vene. Ora sto cominciando a riavvicinarmi a questo mondo con una nuova esperienza da dirigente. Spero che tutta l’esperienza accumulata in tanti anni di calcio giocato mi torni utile, così che questa avventura con il Priverno calcio vada a buon fine, per la squadra, ma soprattutto per i tifosi biancazzurri”.

































