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Aldo Tomeucci


Tomeucci, una carriera lunga una vita

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Oggi ha sessantatré anni, ma la gente, i tifosi del Priverno ancora lo ricordano con affetto e simpatia. I più anziani per aver vissuto… in diretta le sue performances, i più giovani per aver sentito raccontare le sue imprese.Stiamo parlando di Aldo Tomeucci detto “Pipinneglio”. Nella sua lunga carriera ha indossato le maglie di quattro società: il Priverno, il Colli al Volturno (Isernia), il Sonnino e il Fossanova.Ma procediamo con ordine. Cominciò a tirare i primi calci ad un pallone quando aveva appena sei anni “a gliò portone de Sciampagna in via Palestro” come tanti suoi coetanei.Ma l’esordio vero e proprio in una squadra di calcio lo fece a sedici anni in Terza categoria con il Priverno, allenato da Pippo De Nardis e Titta Paglia. Il suo ruolo era quello dell’ala, con spiccate caratteristiche offensive: a destra o a sinistra per lui faceva poca differenza.Di goal ne ha segnati davvero tanti nella sua lunga carriera: 160, ma forse anche qualcuno in più, vincendo più di una volta la classifica dei cannonieri. Aldo ricorda anche le vittorie di squadra: con il Priverno ha vinto due campionati di Seconda categoria. I ricordi più belli di Tomeucci sono legati  a tutti i campionati vinti e alla realizzazione di due goal che Aldo ricorda come li avesse segnati ieri: il primo al Fondi di testa con un tuffo a pesce, e il secondo al Sabaudia, peraltro entrambi decisivi per la vittoria del campionato. Ma un altro ricordo che Aldo Tomeucci custodisce gelosamente è la convocazione nella nazionale Dilettanti.Purtroppo, però, nella sua carriera c’è anche un ricordo brutto: Tomeucci subì una squalifica di tre anni per aver aggredito l’arbitro. Ma non si arrese tanto che la sua passione per il calcio lo portò lontano da Priverno: sotto falso nome (oggi ormai si tomeucci4può dire, anche se all’epoca lo facevano in molti) andò a giocare a Colli al Volturno, vincendo due campionati: uno di Seconda categoria ed uno di Promozione.A detta di molti, la squalifica gli pregiudicò una carriera che poteva essere brillante. Infatti, molte squadre erano interessate al suo cartellino: il Latina lo voleva acquistare ancora sotto squalifica, ma Aldo aveva già firmato un contratto con l’Alitalia di Roma.Scontata la squalifica, Tomeucci tornò a giocare a Priverno, successivamente passò al Sonnino vincendo un campionato di Terza categoria ed infine al Fossanova, chiudendo la carriera alla venerabile età – per un calciatore – di quaranta anni.L’ultimo goal di una serie lunghissima di realizzazioni lo mise a segno nel torneo estivo “Città di Priverno” con la squadra “Guadagnoli”: aveva compiuto quarant’anni da qualche mese! Quando gli chiedi quali siano stati gli allenatori cui deve qualcosa, Tomeucci non ha dubbi: Degni e Annarumi, entrambi di Roma. Invece, lungo è l’elenco dei compagni di gioco che ricorda con maggior piacere. Li citiamo così come gli vengono in mente: Simoneschi, Fra inetti, Tintari, Bianconi, Picone, Federico Forte, Caddeo, Sulpizi, Cesidio Fabrizio, e Ferruglio, un giocatore che veniva da Latina e poi tutti quelli di Romtomeucci3a.E chiudiamo allora l’album dei ricordi soffermandoci sulle caratteristiche tecniche di Aldo Tomeucci e su qualche episodio curioso della sua lunga carriera.Aldo era agile e dotato di un colpo di testa impressionante, anche se la sua altezza (1,65 metri) potrebbe far pensare il contrario. “Pipinneglio” – ricorda qualche suo compagno – poteva non toccare la palla per 85 minuti, ma poi in cinque minuti riusciva a risolvere qualsiasi partita.Le gare che più gli piacevano erano quelle con un alto tasso di agonismo. Sul campo Aldo si trasformava, evidenziando un carattere particolare e così quando le cose non andavano come voleva, era capace di mettersi a sedere sul terreno di gioco: lo ha fatto più di una volta.In un’altra circostanza se la prese con il suo portiere Iacovacci, reo di non aver rilanciato la palla in modo corretto. Così gli scaricò addosso una di quelle bordate che di solito tirava ai portieri avversari. Insomma, genio e sregolatezza sul terreno di gioco. Diavolo di un Tomeucci.