Vincenzo Simoneschi
Simoneschi, un campione di stampo antico

Ha sempre giocato nel Priverno calcio: dapprima in Seconda categoria, poi in Prima, quindi in Promozione. Ma le varie categorie di allora erano chiaramente diverse da quelle di oggi.Giocava terzino sinistro, ma, all’occorrenza, ricopriva anche la zona del mediano sulla fascia sinistra del campo.In virtù del ruolo ricoperto è chiaro che Simoneschi in zona goal ci arrivava di rado, tanto che alla fine della sua carriera di goal ne ha segnati appena tre.M – in compenso – non ha nemmeno segnato un autogol, che è uno. E, per fortuna, non ha mai subito un infortunio di gravità tale da allontanarlo dai campi di gioco.Con i tifosi Vincenzo “Cencio” ha sempre avuto un rapporto ottimo, come altrettanto felice è stato il rapporto con gli allenatori che lo hanno seguito nel corso della sua carriera.Simoneschi ricorda ancora oggi con grande affetto i suoi compagni di gioco: tutti. Ma non può non sottolineare la familiarità e la solidarietà con Tintari, Caddeo, Tommeucci, Salati, Monti, Frainetti, Picone, e – fin quando è rimasto fra noi – Cesidio Fabrizio.Quando gli chiedi i ricordi più belli, Simoneschi ha qualche difficoltà. Ed allora, afferma che i ricordi belli sono stati tanti come molte sono state le soddisfazioni. Ma, in particolare, ricorda i campionati vinti e gli allenamenti con il Sulmona calcio durante il periodo del servizio militare.Che fa oggi di bello Vincenzo Simoneschi che, peraltro, la gente – soprattutto i più anziani - ancora oggi ricordano con affetto e abbracciano con simpatia quando l’incontrano per strada? Sono un nonno, pensionato – risponde candidamente “Cencio” – comunque rimasto legato al mondo del pallone da vero, grande sportivo.Anche se contatti diretti con la società del Priverno o con altre società non ci sono mai stati, soprattutto per motivi professionali.Ma non possiamo chiudere la nostra intervista a Simoneschi, senza che “Cencio” ci racconti qualche aneddoto della sua vita sportiva. Era la stagione 1956/57 ero a Sulmona per il servizio militare – racconta “Cencio” - il Priverno doveva giocare l’ultima partita con il Borgo Hermada per la vittoria finale.Serviva un punto, ma la squadra aveva un organico ridotto all’osso per l’infortunio contemporaneo di Monti, Bianconi e Fabrizio. Non so come abbia fatto – precisa Simoneschi – ma il presidente Fulvio Di Pietro riuscì ad ottenere dalle autorità militari cinque giorni di permesso per me. Tornai a Priverno il sabato pomeriggio e la domenica pareggiammo 2 a 2 e il Priverno vinse il campionato.Un altro episodio curioso Simoneschi non può non ricordarlo: ed esalta il ruolo e la figura di un grande tifoso romanista che non c’è più: Giovanni Salati che riuscì a portare al San Lorenzo il pubblico delle grandi occasioni. La partita era contro la Roma De Martino: Salati portò le due squadre a mangiare da Romoletto. Nei piatti la carciofolata. Al San Lorenzo si videro le conseguenze di quel pranzo. Per gli ospiti naturalmente…

































